Biodanza definizione:

BIOS = VITA 

DANZA = MOVIMENTO INTEGRATO 

BIODANZA = DANZA DELLA VITA

Che cos’è la Biodanza

Il cammino verso la salute è fatto dall’esprimere tutte le nostre potenzialità di base, che per la Biodanza sono: la vitalità, la sessualità, la creatività, l’affettività e la trascendenza. 

Secondo Rolando Toro, creatore del Sistema Biodanza, il nostro potenziale genetico si esprime sulla trama di queste cinque funzioni, comuni a tutte le persone, il cui sviluppo è legato ad esperienze che viviamo nella prima infanzia e che dimentichiamo crescendo, ma che segnano per tutta la vita il nostro comportamento e la nostra salute esistenziale.

  • La vitalità è legata alle prime esperienze di movimento e di sensazione dell’energia vitale.
  • La sessualità è legata alle carezze e al tipo di contatto fisico ricevuto.
  • La creatività dipende dalla libertà avuta nell’esplorare il mondo e di innovare la propria vita.
  • L’affettivà dipende dal senso di sicurezza e di nutrimento trasmesso da chi ci ha accudito.
  • La trascendenza dipende dall’avere provato sensazioni di armonia esistenziale e di partecipazione all’ambiente.

Le persone sviluppano nel corso della loro vita tutte queste cinque funzioni fondamentali. Molti, però, ne rafforzano alcune a spese di altre. La Biodanza lavora stimolando le funzioni poco sviluppate per poi integrarle e armonizzarle tra loro.

Le potenzialità

In Biodanza questo avviene attraverso la “vivencia”.
Il termine “vivencia” significa istante vissuto intensamente , conferendo all’emozione la palpitante qualità esistenziale del vissuto “qui e ora”.
Questo termine si riferisce ad uno stato psicofisico di pienezza integrazione del soggetto con se stesso, con gli altri e generato dall’ambiente che lo circonda proprio nel momento che sta vivendo.
La parola emozione, in inglese “emotion” , significa entrare in azione, cioè muoversi. Ad esempio, quando saltiamo stimolati da una musica allegra stiamo producendo una vivencia di vitalità oppure quando ci muoviamo lentamente su una musica dolce stiamo producendo una vivencia di tenerezza e affettività.
La musica rappresenta uno stimolo per fare l’esercizio e porta all’esprimere un emozione integrata al movimento.

Il gruppo: la Biodanza non si sviluppa individualmente. La presenza di un gruppo permette al partecipante di sentirsi protetto ed in grado di comunicare con gli altri le sue difficoltà, i suoi desideri e la sua voglia di cambiamento: in questo crescita esistenziale avviene assieme agli altri, alla comunità umana, e non in solitudine.

Meccanismi di azione:

INTEGRAZIONE AFFETTIVO-MOTORIA

RIATTIVAZIONE DELLE FORZE ISTINTIVE

ESPRESSIONE DELL’IDENTITA’

A chi è consigliata

Il modello teorico della Biodanza si adegua alle esigenze di tutte le età. Può essere applicata per bambini, adolescenti, adulti e anziani.

NELLA PREVENZlONE, per persone sane, procura:

  • Rinforzo delle funzioni organiche
  • Rieducazione affettivo – motoria
  • Favorisce l’espressione dell’Identità
  • Applicazioni complementari sono previste nel trattamento di difficoltà psicomotorie e psicosomatiche.

    Biodanza e stress

    La Biodanza attraverso vivencias integrative, rafforzate dalla musica e dall’affettività, stimola il processo di autoregolazione dell’asse neuroendocrinico ipofisi- surrenale, facilitando il processo di adattamento ed evitando le conseguenze dello stress. Secondo Rolando Toro possiamo affermare in tutta sicurezza che lo stress è la malattia del secolo.La maggior parte delle persone sta vivendo sotto una forte pressione psicologica e ambientale che affetta tutta la loro esistenza. Lo stress è la risposta dell’organismo di fronte alla violenza emozionale ed organica che le persone ricevono durante la loro vita quotidiana. La risposta dell’organismo di fronte all’ aggressione esterna ed interna può alterare profondamente le funzioni vitali generando malattie.
    L’organismo umano con l’attuale stile di vita civilizzato subisce danni e aggressioni psicologici e fisici. Di fronte a queste aggressioni l’organismo si colloca in uno stato di allarme e invia allora informazioni, attraverso la regione limbico-ipotalamica, alla ipofisi. Questi messaggi si chiamano ‘allarmogeni’.
    Gli allarmogeni possono essere di carattere psicologico, provocati da tensione sul lavoro, conflitti affettivi, difficoltà familiari, crisi economiche , compresi gli stati depressivi, del tipo filosofico-esistenziale.
    L’ipofisi dunque cambia i livelli di stimolazione sull’asse ipofisi-ghiandole surrenali. La corteccia surrenale produce corticoli per difendere l’organismo ( glucorticoidi e mineral corticoidi ). In queste circostanze l’organismo entra In una fase di adattamento. Per questo lo stress è stato definito ‘Sindrome Generale di Adattamento’ ( S.G.A. ).
    Quando l’organismo non riesce ad adattarsi lo stress induce malattie psicosomatiche.
    Questo è lo schema stabilito da Hanz Selye ( premio Nobel di medicina, Montreal, Canada ).
    Lo stress, quando diventa cronico, può indurre malattie come l’infarto del miocardio, l’ ipertensione arteriosa, l’ ulcera gastrica o duodenale, asma o altri disturbi respiratori, l’impotenza sessuale, l’insonnia.”